Avere la consapevolezza che smaltire in modo corretto gli elettrodomestici non più utilizzati o non funzionanti è molto importante per il bene dell’ambiente e, di conseguenza, per la salute delle persone è il punto di partenza fondamentale che deve poi spingere le persone a informarsi sulle procedure da affrontare.

Questo aspetto è ancora più importante tenendo in considerazione che, da agosto 2018, i rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici (RAEE) sono stati inseriti tra quelli riciclabili.

Affrontare la giusta modalità di smaltimento di un elettrodomestico, come una lavastoviglie o una lavatrice, è molto importante per consentire che avvenga il riciclo a norma di legge. Nonostante queste apparecchiature siano riciclabili, non vuol dire che ci sia un addetto alla raccolta differenziata che si occupa di ritirarlo a domicilio. Per procedere al corretto smaltimento, infatti, bisogna rivolgersi o alle isole ecologiche comunali o, altrimenti, ai piccoli negozi o centri commerciali che trattano la vendita di questi apparecchi. Di seguito saranno date tutte le informazioni a riguardo.

Perché è importante smaltire correttamente gli elettrodomestici?

Prima di affrontare, nel dettaglio, le corrette modalità di smaltimento degli elettrodomestici e degli altri apparecchi elettronici, è fondamentale sottolineare l’importanza del valore del rispetto dei regolamenti in materia. Adeguarsi alle norme non significa soltanto porre cura e attenzione ai temi della tutela ambientale, che è sicuramente un aspetto primario, ma vuol dire anche garantire alla comunità tutti i vantaggi che il processo di riciclo offre.

A livello economico, infatti, riciclare correttamente gli elettrodomestici significa risparmiare più di un miliardo di euro sull’acquisto delle materie prime. In più, quest’attività porterebbe migliaia di posti di lavoro e consentirebbe, soprattutto, di ridurre notevolmente le emissioni nocive. In definitiva, si avrebbe un ritorno economico generale di più di cento milioni di euro.

Tutte questi aspetti, sopracitati, consentono anche di non rischiare di incorrere in onerose sanzioni per lo smaltimento non corretto degli elettrodomestici. Infatti, non tutti sanno quali sono le giuste modalità di smaltimento. Proprio per questo motivo, di seguito saranno fornite le informazioni più importanti che aiuteranno, chi deve smaltire un elettrodomestico, a seguire un procedimento corretto e a norma di legge.

Quali sono i rischi di sanzioni per chi vìola la legge?

Chi acquista un nuovo grande elettrodomestico come un frigorifero, una lavatrice e così via, si chiede, normalmente, come smaltire il vecchio apparecchio da sostituire. L’abbandono nei pressi dei cassonetti o in zone periferiche di città e piccoli paesi è sicuramente un atto grave. Ci sono regole ben precise da seguire per smaltire gli elettrodomestici e sono state fissate da un decreto del Ministero dell’Ambiente (D.M. n. 121/2016 a cui fare riferimento per conoscere nel dettaglio le norme relative al corretto smaltimento di un elettrodomestico). Seguire le regole e le leggi significa avere la garanzia di non incorrere in sanzioni.

Chi trasgredisce la legge in termini di smaltimento non corretto dei RAAE può essere punito con una sanzione amministrativa pecuniaria che parte da un mino di 300€ fino ad un massimo di 3.000€. La sanzione viene inasprita in caso l’apparecchio abbandonato rientri nella categoria dei rifiuti pericolosi (si parla di rischio di raddoppio della sanzione).

Per quali categorie di elettrodomestici è previsto lo smaltimento?

Gli elettrodomestici, secondo precise indicazioni del Ministero dell’Ambiente, vengono indicati con la sigla RAEE, acronimo che sta per Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

Rientrano nelle regole dello smaltimento non solo i grandi elettrodomestici ma anche tutte quelle apparecchiature che vengono normalmente utilizzate in casa e che funzionano a corrente elettrica o tramite l’ausilio di batterie.

Per evitare che ci siano contaminazioni a livello ambientale, sono state previste delle precise procedure da seguire. È importante conoscerle perché, da fonti statistiche certe, molto italiani preferiscono conservare queste apparecchiature in garage o cantina in quanto ignorano le modalità del loro smaltimento. E i numeri che riguardano questi elettrodomestici sono molto altri. Infatti, secondo stime attendibili e verificate, ogni italiano produce circa tredici chili di RAEE all’anno. Gran parte di questi prodotti non vengono smaltiti correttamente. Quindi, vediamo le regole che aiuteranno a comprendere come smaltire in modo opportuno.

La corretta procedura per lo smaltimento dei RAEE

Abbandonare un vecchio frigorifero o una lavatrice vicino ai cassonetti della raccolta differenziata, o gettare nel contenitore dell’indifferenziata un frullatore, non è il giusto modo per smaltire questi elettrodomestici. Esistono, infatti, degli appositi centri di raccolta rifiuti specializzati e autorizzati che sono presenti in tantissimi Comuni in tutta Italia. Sono, comunemente, conosciuti con il nome di isole ecologiche.

Queste strutture permettono ai cittadini, residenti nel Comune che ospita questi centri, di poter lasciare i loro elettrodomestici che verranno così smaltiti secondo le corrette procedure. Naturalmente, non ci sono regole uguali per ogni Comune, ma cambiano leggermente da una città all’altra. È molto importante, quindi, leggere il regolamento specifico o chiamare il numero di assistenza del centro a cui ci si vuole rivolgere.

Come procedere per smaltire un grande elettrodomestico

Innanzitutto, occorre precisare che un elettrodomestico per essere definito grande deve avere almeno le seguenti dimensioni, ovvero una misura esterna che superi i 25 centimetri. La prima opzione, come abbiamo visto, è rivolgersi a un’isola ecologica, se presente nel nostro Comune di residenza, e seguire il regolamento interno. Una seconda possibilità è optare per un altro centro convenzionato e autorizzato sempre dal proprio Comune.

In molti, però, non conoscono la terza opzione valida per il corretto smaltimento di queste particolari apparecchiature. Infatti, quando si acquista un nuovo grande elettrodomestico, per legge, si ha diritto allo smaltimento gratuito di quello vecchio che si vuole buttare. Per esempio, se si acquista una nuova lavatrice, il negozio che vende quella nuova deve obbligatoriamente prendere in carico la richiesta di smaltimento per il prodotto vecchio.

Non è né previsto né obbligatorio, invece, il ritiro a carico del nuovo venditore. Infatti, la persona che acquista un nuovo prodotto deve provvedere a consegnare il vecchio elettrodomestico direttamente al punto vendita. Solo così si avrà diritto allo smaltimento gratuito.

Nel caso in cui chi acquista paga una somma extra per ricevere il servizio di consegna a domicilio, chi consegna il nuovo elettrodomestico dovrà provvedere al ritiro di quello vecchio che andrà poi smaltito.