Sono chiamati con l’acronimo RAEE e sono quei dispositivi che per funzionare hanno avuto bisogno di correnti elettriche o di campi elettromagnetici.

Non sempre questi rifiuti vengono scartati quando non sono più funzionanti, infatti la tecnologia avanza e molto spesso sostituiamo i nostri dispositivi per questioni di efficienza.
Basta infatti pensare ai nostri smartphone, pc e tablet che ormai non utilizziamo più, per capire cosa sono i RAEE.

Si distingue tra RAEE derivanti da:

  • Grandi elettrodomestici;
  • Piccoli elettrodomestici;
  • Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni;
  • Apparecchiature di illuminazione;
  • Strumenti di monitoraggio e controllo;
  • Distributori automatici.

Perché è importante distinguerli dai rifiuti normali?

La raccolta dei rifiuti elettronici aumenta sempre di più e, al fine di evitare danni ambientali, devono essere smaltiti con un processo specifico.
Non smaltire in maniera corretta i RAEE può portare a disperdere nell’ambiente sostanze tossiche come il mercurio, il piombo o il cadmio.

Oltre al possibile pericolo ambientale, dobbiamo tener conto anche dell’aspetto economico.
Infatti, i RAEE, contengono al loro interno molti metalli preziosi che possono essere estratti e rivenduti nuovamente sul mercato.

Ricapitolando, adesso che sai cos’è un rifiuto da apparecchio elettrico ed elettronico (RAEE), potrai smaltirlo correttamente la prossima volta che ti capiterà tra le mani.

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