In media un pannello fotovoltaico ha una vita di 20-25 anni, ma trattandosi di un dispositivo elettrico, col passare del tempo ne vengono sviluppati di più efficienti.
Tale processo porta a sostituire i pannelli con più frequenza, senza aspettare che smettano di funzionare.
Considerando che in Italia i pannelli fotovoltaici sono comparsi con più forza negli ultimi 15 anni, direi che è arrivato il momento di smaltirne qualcuno.

Classificazione

Per capire quali sono le azioni da intraprendere per smaltire correttamente un pannello fotovoltaico abbiamo bisogno di alcuni parametri:

  • Per prima cosa dobbiamo sapere che i rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici prendono il nome di RAEE;
  • Altro dato importante la suddivisione tra pannello fotovoltaico domestico o professionale

I pannelli in questione essendo classificati come RAEE devono essere portati presso il Centro di Raccolta di riferimento.

Per capire poi se abbiamo tra le mani un pannello domestico o professionale dobbiamo guardare la sua potenza nominale.
Quando questo dato è inferiore a 10kw allora abbiamo davanti agli occhi un pannello fotovoltaico domestico, in caso contrario si tratta di un impianto professionale.

Dove lo smaltisco e quanto costa?

Perfetto! Ora è il momento di smaltire questo impianto fotovoltaico. Come faccio?

Nel caso possiedi l’impianto domestico sarai tu a doverlo portare presso un centro di raccolta RAEE dove lo prenderanno in carico.
Va benissimo, ma quanto mi costerà? Lo smaltimento è responsabilità del produttore, quindi per te che sei il proprietario è gratuito!

In alternativa se possiedi un impianto fotovoltaico professionale, lo smaltimento è regolato dalla normativa RAEE/2014.

Quanto è riciclabile?

L’effettiva quantità di materiale che si può recuperare dipende dal processo che adotta l’azienda preposta.
Possiamo però affermare che si riesce a recuperare quasi il 98% di ogni modulo fotovoltaico.
I materiali che si recuperano di più sono: plastica; alluminio; silicio e rame.

Non tutti però sembrano convinti di questi dati.
In un articolo di Forbes del 2018, l’attivista ambientale Michael Schellenberg ha raccolto delle testimonianze degli addetti ai lavori, i quali sostengono che i rifiuti dei pannelli fotovoltaici contengono elementi tossici come cadmio, piombo e antimonio.

Insomma, abbiamo visto che una strategia per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici esiste.
Sicuramente i centri RAEE svolgono il compito di stoccaggio di questi rifiuti, ma è grazie ad alcune eccellenti aziende Italiane se lo smaltimento e il riciclo vero e proprio può prendere forma.